intervista Napoli Today MAL DI SCHIENA E DENTI: quando la malocclusione condiziona la postura

Spesso mal di schiena e disturbi posturali vengono ricondotti a un eccesso
di sedentarietà o ad asimmetrie della colonna vertebrale. Ma questo accade
perché non tutti sanno che i dolori legati alla postura possono essere
anche conseguenza della malocclusione dentale. La connessione è facile da
comprendere: se la mandibola assume una posizione scorretta ne risentiranno
anche i muscoli che la sostengono generando una tensione che si estenderà
ad altri gruppi di muscoli e distretti del corpo. Tra i disturbi più
frequenti legati alla malocclusione ci sono mal di schinea, cefalee
muscolo-tensive, lombosciatalgie, contratture muscolari, vertigini,
disturbi del sonno, ecc. Ma come prevenire questi disturbi ed eventualmente
intervenire una volta che si sono manifestati? Lo abbiamo chiesto alla
dott.ssa Irma Bencivenga, fisioterapista, osteopata e posturologa, esperta
in riabilitazione delle disfunzioni oro-maxillo-facciali.

– Dott.ssa, quando la malocclusione condiziona la postura?

*“La può condizionare direttamente o indirettamente. Nel primo caso la
mandibola può variare la sua posizione o essere costretta a farlo per
precontatto, masticazione monolaterale, parafunzioni, danno iatrogeno: in
queste condizioni i muscoli legati alla mandibola possono subire variazioni
di tono che si ripercuoteranno a cascata su altri muscoli vicini o lontani.
Questo meccanismo fa entrare in gioco altri muscoli, fino a coinvolgere
vari e numerosi distretti quali la spalla, il rachide cervicale, ecc. Nel
secondo caso la mandibola, e quindi l’occlusione, può variare per aspetti
extra-occlusali come cicatrici tiroidee, cicatrici da tracheotomia (i
tessuti e le fasce i muscoli tirano, i recettori informano, le strutture
insite all’interno del tessuto cicatriziale e limitrofo ipersollecitate
costringono un adattamento), oppure a causa di un deficit della visione
(forie, prassie, convergenze, ecc.) che può, per una variazione tonica,
provocare un’alterazione informazionale e dettare una nuova strategia
posturale tra cui la posizione mandibolare. Altro fattore extra-occlusale
può essere la percezione delle informazioni vestibolari/uditive. Avete mai
notato la posizione del capo di un uomo sordo ad un orecchio!? Come questo
non potrebbe alterare l’assetto mandibolare!?”.*

– Quali sono i disturbi che può causare una malocclusione dentale?

*“Ci sono segni e sintomi.*

*I segni possono essere:*

– *un’ aumentata o diminuita dimensione verticale (altezza tra l’arcata
superiore e inferiore);*
– *dimensione delle mascelle non congrue al resto del viso o alla
dimensione dei denti;*
– *sovraffollamento dentario;*
– *usura delle faccette dentali;*
– *rimaneggiamento condilare visibile con rx;*
– *ecc.*

*I sintomi possono essere:*

– *mandibolari ed extramandibolari, che possono coinvolgere anche il
rachide;*
– *difficoltà masticatorie;*
– *mal allineamento del viso;*
– *aumento del rischio di carie, parodontopatie (es. gengiviti, piorrea,
sanguinamento gengivale) e alterazioni temporo-mandibolari;*
– *tendenza alla respirazione con la bocca aperta;*
– *acufeni o ronzii alle orecchie, vertigini ed otalgie (sintomi spesso
associati a disordini cranio-mandibolari);*
– *ripercussioni sulla colona vertebrale (mal di schiena);*
– *difficoltà di linguaggio (rare);*
– *dolore all’Atm (molto frequente) che, in caso di parafunzioni, si
manifesta al mattino appena svegli o ancora mentre si dorme.*

*Va detto comunque che la diversità dei sintomi (così come la loro gravità)
dipende dall’entità della malocclusione dentale ma anche e soprattutto
dalla capacità di adattamento dell’individuo, e da fattori esterni, come
abitudini, stress, ecc”.*

– Come viene accertata la connessione tra postura e occlusione?

*”Attraverso l’anamnesi ci sono domande dirette che vanno dalla vita
uterina al momento in cui il paziente si presenta da noi. La valutazione
della postura avviene con l’esame visivo, la palpazione, pedane posturali,
stabilometrie, baropodometria, formetric, per quanto riguarda la postura;
la valutazione dell’occlusione, invece, avviene attraverso
l’elettromiografia di superficie, la kinesiografia effettuata
dell’odontoiatra-gnatologo. I test (statici, dinamici, funzionali) sono
necessari per stabilire se e in che modo la postura è alterata e quando
influisce l’occlusione. Anche se il più delle volte è la stessa occlusione
a sopperire come sistema tampone a disfunzioni di altri distretti. Ma
soprattutto è lavoro multidisciplinare tra osteopata e odontoiatra
che si stabilisce il nesso tra postura e occlusione, ed insieme si
definisce l’iter terapeutico”.*

– Quando e come intervenire?

*“Questo cambia da paziente a paziente. Sarebbe opportuno sempre prevenire,
arrivare prima che la disfunzione si verifichi. Alcune disfunzioni si
prevengono trattando il neonato, oppure sottoponendo il paziente al
trattamento dopo un trauma, o quando si manifestano i primi sintomi. Ci si
può avvalere dell’osteopata prima di farsi confezionare il bite, dopo
un’estrazione dentale complicata, quando si resta a bocca aperta o chiusa,
in caso di russamento del bambino o dell’adulto, quando ci si sveglia con
cefalee o indolenzimento dei muscoli cervicali e masticatori, quando si
percepisce un diverso contatto occlusale, e per tutti i sintomi sopra
elencati. La collaborazione tra osteopatia e odontoiatra è fondamentale per
scegliere il trattamento più idoneo al singolo caso”*.

– Come agisce l’osteopatia e quali sono le tecniche più utilizzate?

*“Rispondo dicendo che essendo sia specializzata in osteopatia che in
posturologia valuto il paziente sia in termini posturali che osteopatici.
Per valutare il primo aspetto mi avvalgo dell’osservazione
dell’atteggiamento del paziente e del suo stare nello spazio (questo fa
capire quali strategie sta adottando il suo sistema per sfuggire a spine
irritative) e di test posturali e kinesiologici che consentono di
individuare la causa che irrita più il sistema. Per quanto riguarda il
secondo aspetto, valuto quali distretti ed elementi hanno una tensione
anomala o un mancato equilibrio, come un emibacino che lavora di più, una
vecchia distorsione non trattata a dovere che ha accorciato il sistema fino
alla spalla, una scorretta mobilità diaframmatica che ha costretto lo
ioide, la lingua e la mandibola a sopperire. Come trattiamo in questi
casi? Usando le mani, unicamente legate a ciò che sentono quando le
poggiamo sul corpo del paziente. Usiamo tecniche dolci, qualche volta
“strong” come il famoso crick, ma non sempre serve. Lavoriamo trattando la
lingua, l’osso ioide e la mandibola, con annessi muscoli, e le ossa del
cranio senza tralasciare mai il resto del corpo”.*

– Come si può fare prevenzione? L’osteopatia previene i problemi posturali?

*“L’osteopatia nasce come medicina preventiva. Se tutti i sistemi,
scheletrico fasciale, muscolare, nervoso, vascolare, linfatico, ecc,
agiscono tra di loro in modo perfetto con un giusto equilibrio, la malattia
è assente. L’osteopatia mira al ripristino dell’equilibrio perduto dopo un
trauma diretto o emotivo, dopo una malattia, dopo un parto, sia per la
mamma che per il bebe, ecc. Insomma, sempre ci si dovrebbe affidare almeno
una volta nella vita ad un osteopata esperto e abilitato. Quindi alla
domanda “L’osteopatia previene i problemi posturali?” rispondo nì, perché
bisogna essere anche specializzati in posturologia e quindi avere una
visione globale per rispondere sì”.*

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